Prima di calcolare a quanto vendere un prodotto, l'imprenditore si deve chinare su questa riflessione: ma qual è il prezzo che pago per acquistare il prodotto che intendo vendere?
La scheda che segue ci fa capire che non sempre il prezzo di catalogo del fornitre corrisponde a quanto paga effettivamente l'imprenditore per acquistare il prodotto.

 

Prezzo di acquisto lordo e prezzo di acquisto netto a credito

Una boutique ordina 50 paia di pantaloni e riceve la seguente fattura:

Il prezzo di acquisto lordo (PAL) oppure fatturato lordo (FL) è il prezzo di catalogo del fornitore.
Dopo aver dedotto il ribasso si ottiene il prezzo di acquisto netto a credito (PAN cr) oppure fatturato netto a credito.

 

Prezzo di acquisto netto

Su una fattura, lo sconto viene solo menzionato, ma non dedotto: è il compratore che decide quando pagare.
Se il dettagliante paga entro 10 giorni si ha:

 

Prezzo di primo costo

Per il momento, i pantaloni si trovano ancora presso il fornitore: le spese di trasporto, di dogana, ecc. costituiscono i costi accessori dell'acquisto e sono, di solito, a carico del compratore.

Dazi doganali

Informazioni relative ai dazi doganali possono essere trovate sul sito www.dogana.admin.ch

 

 

I costi accessori dell'aquisto

In generale, i contraenti sono liberi di stabilire chi deve sopportare le spese di trasporto e di consegna.

CO, Art. 188
Salvo patto od uso contrario, le spese della consegna e particolarmente quelle della misura e del peso sono a carico del venditore, le spese dell'atto e del ricevimento a carico del compratore.

CO, Art. 189

  1. Se la cosa venduta deve essere spedita in luogo diverso da quello ove l'obbligazione deve eseguirsi, le spese di trasporto sono a carico del compratore, salvo patto od uso contrario.
  2. Si presume che le spese di trasporto siano state assunte dal venditore, se fu pattuita la consegna france.
  3. Se fu pattuita la consegna franca di porto e di dogana si ritengono a carico del venditore anche i dazi d'uscita, di transito e d'entrata esatti durante il trasporto, ma non le tasse di consumo che sono esatte al ricevimento della cosa.

Quindi:

  • se non è stato concordato niente (es. franco domicilio, ecc.);
  • né esistono usanze commerciali,

sencondo il CO vale quanto segue:

 

L'incoterm

Spesso, le parti contraenti, soprattutto se residenti in paesi diversi, ignorano le differenze tra gli usi commerciali delle rispettive nazioni e questo può causare malintesi e controversie nonché perdite di tempo e di denaro.
Per porre rimedio a questi problemi, nel 1936 la Camera di Commercio Internazionale di Parigi (ICC) ha pubblicato una serie di regole: gli International Commerce Terms, più comunemente chiamati Incoterms.
Gli Incoterms hanno quindi lo scopo di aiutare venditore ed acquirente, rispettivamente esportatore e importatore, a definire diritti e doveri di ognuno.
Col passare degli anni, a al fine di rendere tali regole sempre più vicine alle pratiche internazionali correnti, a questi termini sono state apportate numerose integrazioni e modifiche.
Le più recenti (Incotermes 2010) sono entrate in vigore il 1. gennaio 2011.
Ecco la lista delle indicazioni generali riguardanti gli Incotermes 2010:

Per un'analisi più approfondita dei vari termini, si può fare riferimento al seguente testo:

Incoterms 2010, Edizione bilingue italiano - inglese
pubblicazione ICC n. 715 IE
Comitato Nazionale Italiano della Camera di Commercio Internazionale, Roma
www.cciitalia.org

 

La valuta

Altro elemento importante da tenere in considerazione è la valuta con la quale è stato concluso il contratto. Per evitare perdite sui cambi, al commerciante svizzero può convenire operare in CHF.

 

Terminologia relativa all'acquisto