Finanziamento tramite il capitale proprio

Gli imprenditori che sono in grado di iniziare un’attività indipendente finanziandola interamente con il capitale proprio possono considerarsi dei privilegiati! Il finanziamento tramite capitale proprio è sicuramente la via più semplice e più economica: non dovete spiegare e giustificare a terze persone il perché e il percome dei vostri investimenti e tanto meno pagare a queste i relativi interessi. Inoltre, non siete obbligati a restituire il denaro investito: è il vostro e ne potete disporre come meglio credete. E’ comunque auspicabile che il capitale proprio debba rappresentare almeno il 35% del capitale necessario.

Apporti del proprietario

Per l'imprenditore, rappresentano sicuramente la variante più celere e più facile. Si possono presentare le seguenti possibilità (si consiglia comunque di prestare attenzione a quanto indicato tra parentesi):

  • Averi in conto corrente e in conto risparmio (si consiglia di non "prosciugare" tutto e subito questi averi: meglio tenerli come riserva in caso di bisogni immediati od urgenti di denaro liquido);
  • Titoli (la loro vendita è legata ai corsi dei titoli: meglio attendere quando il loro corso è alto,altrimenti si rischia di trovarsi con pochi soldi in tasca. Si consiglia pertanto di venderli solo ed unicamente nei momenti "favorevoli". La loro vendita va pertanto programmata e quindi non sono consigliati per un bisogno immediato di denaro da investire nella propria attività indipendente; l'ideale non sarebbe venderli ma utilizarli come garanzie da consegnare a chi vi presta denaro);
  • Polizze vita (si sconsiglia vivamente il loro realizzo prima della scadenza del contratto: rischiate di ricevere poco o nulla. Ideale sarebbe fare come per i titoli: utilizzarle come garanzia da conseganre a chi vi presta denaro);
  • Conferimento di beni all'azienda (il conferire alla propria azienda dei beni privati come l'automobile, il mobilio, il computer, ecc. è l'ideale per iniziare la propria attività);
  • Beni di lusso (gli oggetti di valore come oro, gioielli, pezzi di antiquariato, ecc. possono essere venduti per ottenere denaro contante da investire nlla propria attività. Però, difficilmente chi ve li acquista vi paga il loro valore reale. Si consiglia il loro realizzo solo in casi estremi... e poi sovente questi beni, più che un valore economico, rappresentano per voi un valore affattivo).

 

Cassa pensione (2. pilastro)

Chi si mette in proprio non è più obbligato ad essere affiliato ad un secondo pilastro. Quindi, chi crea un'azienda individuale o una società di persone ha il diritto di prelevare il suo avere di cassa pensione. Il diritto di prelevare l'avere di cassa pensione non vale per chi crea una società di capitali (SA, Sagl) perché in questo caso assume lo statuto di dipendente e quindi rimane obbligato ad essere affiliato ad una cassa pensione.
Da ricordare che, al momento del prelevamento dell'avere del 2. pilastro si è colpiti dalla relativa imposta e questo indipendentemente dal fatto che si ritiri tutto o solo una parte di esso.
Per far valere il diritto al ritiro della propria cassa pensione occorre dimostrare che si è un indipendente: la cassa pensione chiede pertatno come prova di tale situazione la conferma di affialiazione. Da ricordare inoltre che dal momento in cui inotrate la richiesta alla vostra cassa pensione al momento in cui ricevete il capitale che vi aspetta, possono anche passare diversi mesi.
Un'alternativa al prelevamento del capitale potrebbe essere l'utilizzare l'avere cassa pensione come garanzia bancaria.

Gli indipendenti e i capitali del 2. pilastro
Sono ¼ degli importi ritirati da chi si mette in proprio è investito nell'attività indipendente. I rimanenti ¾ vengono investiti in altre forme di risparmio: titoli, immobili, pilastro 3a...
Evidentemente, questa è una dimostrazione della prudenza usata da chi si metti in proprio! Infatti occorre ricordare che la mancanza di un secondo pilastro o di un suo sostitutivo mette in grave pericolo la sicurezza economica dell'imprenditore e dei suoi familiari, principalmente in casi di eventi come la morte e l'invalidità!

Da un articolo apparso su Bilan del 25.10.2006

Prelevamento del secondo pilastro ed imposizione fiscale

Da ricordare che, al momento del prelevamento dell’avere del 2. pilastro si è colpiti dalla relativa imposta e questo indipendentemente dal fatto che si ritiri tutto o solo una parte del capitale.

Ma a quanto ammonta questa imposta? Il fisco ha pubblicato un apposito calcolatore che potete trovare a questo indirizzo:http://www4.ti.ch/dfe/dc/sportello/calcolatori-dimposta/

 

Previdenza vincolata (pilastro 3a)

Anche per chi intende prelevare i soldi della previdenza vincolata valgono le stesse indicazioni elencate nel caso della cassa pensione (2a pilastro). La differenza sta in quanti CHF si ha diritto, e questo dipende da presso chi è stato fatto il pilastro 3a:

  • Nel caso delle banche, avrete diritto di ricevere tutto il capitale versato più gli interessi maturati nel tempo;
  • Nel caso di un'assicurazione, il capitale è stato vincolato ad una polizza assicurativa. Di conseguenza, chi preleva il capitale prima della scadenza della polizza, si vede ridotto il suo diritto al capitale. Può quindi capitare di ricevere un capitale inferiore a quanto voi avete pagato nel corso degli anni.

Come nel caso del prelevamento del 2. pilastro, anche chi ritira il proprio avere del pilastro 3a è colpito dalla realtiva imposta.

Prestiti senza interessi da parenti e conoscenti

Un'altra fonte interna è rappresentata da "prestiti senza interessi" che possono provenire dalla rete amicale o familiare dell'imprenditore, il cosidetto "love money".