Nel capitolo "Il capitale necessario per poter partire: il piano delle necessità finanziarie", è stato visto come si calcola il capitale che necessita ad ogni impresa per creare la sua struttura (attivo fisso) e alimentare la sua gestione quotidiana (attivo circolante).
Una volta calcolato il fabbisogno di capitale, occorre individuare le fonti più economiche da cui attingere i capitali per finanziare la propria attività.

Le fonti di finanziamento si distinguono principalmente in due grandi categorie:

  • fonti interne;
  • fonti esterne.

 

 

Non è conunque ammissiblie che i bisogni finanziari siano coperti interamente attraverso il capitale estraneo (cioé prestiti di terze persone o il credito delle banche). È invece assolutamente necessario poter contare su un capitale proprio sufficiente che permetta di affrontare l'inizio dell'attività con un'indispensabile tranquillità dal profilo finanziario.
Meglio sarebbe poter ancora disporre di qualche riserva finanziaria supplementare per saper fronteggiare eventuali imprevedibili difficoltà. Questi bisogni variano da azienda ad azienda, da un tipo all'altro di attività. Potranno essere molto importanti, se il promotore vuole creare un'industria; potranno essere contenuti, se l'attività sarà più ridotta e di tipo commerciale.

Una regola d'oro, che evidentemente non può valere in maniere assoluta per ogni iniziativa economica, suggerisce che le necessità di capitali siano fornite nella proporzione della metà dal promotore e dall'altra metà dai terzi. Se la parte dell'imprenditore è più alta, migliori saranno le riserve e la tranquillità finanziaria.

 

Per il calcolo della % di finanziamento proprio (parte di capitale proprio) si applica la seguente formula: