L'aliquota ammonta al 2,5% (nLIVA, articolo 25, cpv. 2):

  1. sulla fornitura dei beni seguenti:
    • acqua trasportata in condotte;
    • alimenti e additivi secondo la legge del 9 ottobre 1992 sulle derrate alimentari;
    • bestiame, pollame, pesci;
    • cereali;
    • sementi, bulbi e cipolle da trapianto, piante vive, talee, innseti, fiori recisi e rami, anche in arrangiamenti, mazzi, corone e simili; purché venga allestita una fattura separata, la fornitura di questi beni è imponibile con l'aliquota ridotta anche se è stata effettuata in combinazione con una prestazione imponibile con l'aliquota normale;
    • alimenti e strame per animali, acidi per l'insilamento;
    • concimi, prodotti fitosanitari, materiali di pacciamatura e altri materiali vegetali di copertura;
    • medicinali;
    • giornali, riviste, libri e altri stampati senza carattere pubblicitario, del genere definito dal Consiglio federale;
  2. sulle prestazioni di servizi delle società di radio e televisione, tranne quelle aventi carattere commerciale;
  3. sulle prestazioni menzionate nell'articolo 21 cpv. 2 numeri 14 - 16 della nLIVA;
  4. sulle prestazioni nel settore dell'agricoltura consistenti nella lavorazione diretta del suolo in relazione con la produzione naturale o nella lavorazione dei prodotti del suolo adibito alla produzione naturale.

 

Agli alimenti offerti nell'ambito di prestazioni della ristorazione si applica l'aliquota normale. È cosiderata prestazione della ristorazione la fornitura di alimenti quando il contribuente li prepara o li serve direttamente presso il cliente oppure tiene a disposizione impianti particolari per il consumo sul posto. Se gli alimenti sono invece offerti in distributori automatici o sono destinati a essere asportati (take away) o forniti, e a tale scopo sono stati adottati provvedimenti organizzativi adeguati, si applica l'aliquota ridotta.