Una delle basi dell’economia di mercato è la libera concorrenza: l’imprenditore ha a che fare con altri imprenditori che, evidentemente, cercano di conquistare, rispettivamente difendere la propria fetta di mercato. Purtroppo, in una situazione come questa, c’è chi tenta di limitare gli spazi occupati dalla concorrenza con mezzi poco corretti. Per mantenere una corretta concorrenza, il legislatore è intervenuto con una legge specifica: la Legge federale sulla concorrenza sleale.

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La Legge federale sulla concorrenza sleale (LCSl) si prefigge di proteggere i produttori e i consumatori dai metodi scorretti e sleali usati da chi opera sul mercato.

Abbiamo concorrenza sleale quando, in particolare, si vogliono danneggiare la concorrenza o i clienti mediante procedimenti o mediante affermazioni inesatte o non veritiere che vanno contro il principio della buona fede quali:

  • Affermazioni non veritiere, erronee e offensive sui concorrenti o i loro prodotti;
  • Informazioni non veritiere o erronee su se stessi o sui propri prodotti;
  • Misure ingannevoli che possono portare a confusione (es. la scelta di un marchio o di un logo che ricorda quello della concorrenza);
  • Uso di titoli o denominazioni professionali non pertinenti;
  • Paragoni pubblicitari sleali o ingannevoli e che sprezzano la concorrenza;
  • Offerte-richiamo ingannevoli o sottocosto;
  • Metodi di vendita particolarmente aggressivi che pregiudicano la libertà di decisione della clientela;
  • Incitazioni di altre persone a violare o rompere il contratto per stipularne uno con loro;
  • Sfruttamento di prestazioni di terzi in modo sleale;
  • Violazione di segreti di fabbrica e d’affari;
  • Inosservanza di condizioni di lavoro imposte anche al concorrente da norme giuridiche o per contratto;
  • Utilizzazione di condizioni commerciali abusive.